Flash Art - Dicembre 1991/Gennaio 1992 di Marco Senaldi

Giannetto Bravi è un artista che ha sempre svolto un lavoro di sottile disamina concettuale senza rinunciare alla seduzione dell’immagine. Una godibile antologia dei suoi lavori degli ultimi vent’anni è attualmente visibile presso il Centro Cantoni di Legnano, accompagnata da uno scritto di Angela Vettese.
L’artista, nato a Tripoli, vissuto sin dall’infanzia a Napoli ed ora residente in Lombardia da diversi anni ha da sempre dichiarato il suo amore per le immagini stereotipe che rappresentano la realtà. Fra di esse emerge soprattutto la cartolina, come feticcio del desiderio turistico, realtà immaginaria che finisce per ricoprire e occultare la realtà “reale”, e che da “feticismo della memoria diventa memoria del feticismo, cioè elemento molto oggettivo usato per creare una nuova architettura dell’immagine” (Pierre Restany). Disposta in ossessive geometrie ripetitive o dislocata come in un percorso turistico, la cartolina viene affiancata dal ritratto-autoritratto o dai segni che gli individui impiegano per lasciare la traccia della propria presenza. Ma spesso al centro di questi segni sta un individuo impersonale o un evento non soggettivo: ecco allora apparire il fantasma della ripetizione della catena, e infine dell’eruzione vulcanica impersonata qui da un napoletanissimo Vesuvio.