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	<title>GIANNETTO BRAVI &#187; &#187; Esposizioni personali</title>
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		<title>“Quadreria d&#8217;Arte. 150 Ritratti-Autoritratti”, ex Chiesa di San Pietro in Atrio, Como</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 08:02:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quadreria d&#8217;Arte. 150 Ritratti-Autoritratti. Il vero soggetto della dettagliata e ossessiva operazione di Bravi e&#8217; il museo, griffato o scalcinato che sia. Il museo e&#8217; un luogo che offre imperiture e gradevoli certezze, insieme a possibilita&#8217; di escursioni cronologiche, di viaggi in un passato da smontare e rimontare attraverso le sue propaggini editoriali rappresentate dalle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-229" src="http://www.giannettobravi.it/wp-content/uploads/2015/04/1189450131b-300x210.jpg" alt="1189450131b" width="300" height="210" /><em>Quadreria d&#8217;Arte. 150 Ritratti-Autoritratti. Il vero soggetto della dettagliata e ossessiva operazione di Bravi e&#8217; il museo, griffato o scalcinato che sia. Il museo e&#8217; un luogo che offre imperiture e gradevoli certezze, insieme a possibilita&#8217; di escursioni cronologiche, di viaggi in un passato da smontare e rimontare attraverso le sue propaggini editoriali rappresentate dalle cartoline. La sua vocazione all&#8217;enciclopedismo deriva in fondo dall&#8217;ansia di ordinare, di catalogare e in questo modo fermare e possedere il tempo</em>. A cura di Roberto Borghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Museo Bravi<br />
Da ormai qualche anno il museo è la nuova frontiera dell’architettura. Edifici più o meno innovativi, fastosi ed eclatanti spuntano un po’ dovunque con lo scopo di celebrare, nell’ordine, il genio del progettista, la lungimiranza degli amministratori pubblici che ne hanno voluto la costruzione, la città o il territorio in cui sono collocati, l’arte che ospitano al loro interno. Di questi musei griffati, che sembrano fatti apposta per esibire le pregevoli rifiniture dei loro book shop e delle loro caffetterie, Giannetto Bravi ne ha visitati a decine, forse persino a centinaia, compiendo lunghe flânerie in Italia così come in parecchie nazioni d’Europa. Nei famigerati book shop, che per un minimo di orgoglio patrio continuo a voler chiamare librerie, ha fatto incetta delle cartoline con cui ha realizzato le opere in mostra: assemblaggi – piuttosto contenuti per numero di pezzi e dimensioni – di riproduzioni di opere d’arte non sempre famose e neppure belle, che tuttavia, nel loro insieme tendenzialmente fluviale e illimitato, hanno la pretesa di fornire uno spaccato suggestivo e magniloquente di svariati secoli di produzione artistica. Il fatto che, nel caso di questa mostra, tutte le cartoline rappresentino immagini di ritratti o di autoritratti è poco rilevante. Il vero soggetto dei più recenti lavori di Bravi non è infatti l’opera d’arte, né la sua riproduzione di benjaminiana memoria, e nemmeno la sua micragnosa mercificazione, ovvero la sua riduzione a gadget mal realizzati e di cattivo gusto. Il vero soggetto della dettagliata e ossessiva operazione che va sotto il nome di Quadreria d’arte è proprio lui, il museo, griffato o scalcinato che sia, purché consenta di stare al riparo dalla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere di Bravi si sono già occupate di dimensioni protette dalla logorante approssimazione e dal copioso smarrimento che caratterizzano la quotidianità: il cinema, per esempio, e soprattutto il passato sono stati i luoghi più frequentati dai suoi recenti lavori. “Il futuro&#8230; non lo conosco. Il presente&#8230; mi sfugge. Solo il passato mi offre qualche certezza” recita un esaustivo aforisma dell’artista pubblicato dalle edizioni Pulcinoelefante nel 2001. Il museo è un luogo che offre imperiture e gradevoli certezze, insieme a possibilità di escursioni cronologiche, di viaggi in un passato da smontare e rimontare attraverso le sue propaggini editoriali rappresentate dalle cartoline. Può darsi che, per approfondire ulteriormente il senso della Quadreria, sia opportuno rievocare un ben preciso contesto culturale. Bravi ha respirato il clima degli anni Settanta, in cui la riscoperta del museo come fonte di ispirazione è stata una moda diffusa e spesso letale, che ha generato mostruose deformazioni della pratica artistica come il citazionismo, l’anacronismo&#8230; Sono però convinto che la sua passione per il museo scaturisca da motivi del tutto biografici: dalla sua anima di flâneur, di instancabile turista dell’arte alla ricerca di nuovi capolavori, ma soprattutto dalla sua vocazione all’enciclopedismo, che deriva in fondo dall’ansia di ordinare, di catalogare e in questo modo fermare e possedere il tempo. La Quadreria d’arte è una sorta di museo dei musei, un museo à la carte, un museo d’asportazione. Al suo interno non sono presenti minuziosi apparati didattici, né sfavillanti soluzioni d’allestimento e nemmeno book shop o caffetterie. Il museo Bravi non è forse all’avanguardia, ma offre più di altri il vero confort che è lecito aspettarsi da un museo: protegge dalla consunzione delle mode, dà la sensazione che l’arte sia una dimensione fuori dal tempo.</p>
<p>Roberto Borghi</p>
<p>Venerdì 31 agosto 2007 alle ore 18.00 presso la ex Chiesa di San Pietro in Atrio a Como si inaugura una personale di Giannetto Bravi intitolata “Quadreria d’Arte. 150 Ritratti-Autoritratti”.</p>
<p>La mostra, a cura di Roberto Borghi, Carlo Ghielmetti e Jessica Anais Savoia, proseguirà sino al 29 settembre con i seguenti orari di apertura: tutti i giorni 15-19.30, sabato e domenica 10-12.30 e 15- 19.30, lunedì chiuso.</p>
<p></p>
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		<title>“Giannetto Bravi. Il tempo a modulo variabile”, Pinacoteca Comunale &#8220;Cesare Belossi&#8221;, Varallo Pombia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2015 07:17:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pinacoteca Comunale &#8220;Cesare Belossi&#8221; Villa Soranzo, “Giannetto Bravi. Il tempo a modulo variabile”, Varallo Pombia (Novara), 2010, a cura di Fabrizio Parachini Il tempo a modulo variabile. La mostra, a cura di Fabrizio Parachini, presenta opere corrispondenti a tre momenti precisi del percorso dell&#8217;artista, colte nella loro relazione con il fattore &#8221;tempo&#8221; inteso come primaria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-158" src="http://www.giannettobravi.it/wp-content/uploads/2015/04/giannetto-bravi-il-tempo-a-modulo-variabile-pinacoteca-comunale-cesare-belossi-varallo-pombia-00.jpg" alt="giannetto-bravi-il-tempo-a-modulo-variabile-pinacoteca-comunale-cesare-belossi-varallo-pombia-00" width="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pinacoteca Comunale &#8220;Cesare Belossi&#8221; Villa Soranzo, “Giannetto Bravi. Il tempo a modulo variabile”, Varallo Pombia (Novara), 2010, a cura di Fabrizio Parachini</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span class="Apple-style-span">Il tempo a modulo variabile. La mostra, a cura di Fabrizio Parachini, presenta opere corrispondenti a tre momenti precisi del percorso dell&#8217;artista, colte nella loro relazione con il fattore &#8221;tempo&#8221; inteso come primaria entita&#8217; generatrice e costitutrice. Dai lavori realizzati a Napoli tra il 1969 e il 1974 alle creazioni piu&#8217; recenti.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1966, anno del suo esordio sulla scena artistica nazionale, Giannetto Bravi ha realizzato e consegnato al pubblico numerose opere e operazioni che, pur nella loro varietà, si sono dimostrate espressione di una poetica lucidamente coerente e fortemente caratterizzata sia nei contenuti che nelle forme. Si può affermare con una certa sicurezza che il suo lavoro ha trovato fondamento nei modi e nei “processi” di quella “concettualità artistica” delineatasi in questi ultimi decenni, ma si è sviluppato lungo una personale direttrice che non nega recuperi di memorie immaginali dalle determinanti implicazioni affettive.<br />
La mostra vuole presentare le opere corrispondenti a tre momenti precisi del percorso di Giannetto Bravi colte nella loro relazione con il fattore “tempo” visto come loro primaria entità generatrice e costitutrice: un tempo che fluisce e si frammenta acquistando svariate forme e valenze e che può essere suo malgrado un serbatoio di immagini usate e usabili di un mondo che è già trascorso ma vivo.<br />
Saranno visibili le prime opere realizzate a Napoli tra il 1969 e il 1974 (periodo importante per l’affermarsi dell’artista), sia quelle oggettuali dai forti contenuti simbolici come le Valige Bravi Portabulloni e Portacatene sia quelle legate all’Operazione Vesuvio intrapresa in risposta a un’idea del critico francese Pierre Restany; due “Quadrerie d’Arte” a esempio dei risultati sempre transitori di un progetto iniziato nel 2002 ma in continuo divenire, fatto conoscere per la prima volta con una mostra alla Galleria Milano nel 2003 (Quadreria d’Arte Antica) e che ha avuto la sua maggiore espressione nella mostra del 2007 al Museo di Capodimonte (Museo di tutti i Musei) e, per concludere, le creazioni più recenti realizzate assemblando quegli oggetti che stanno alla base del moderno “merchandising” da museo come matite, gomme, spille, blok-notes e “gadget” vari.</p>
<p></p>
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