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	<title>GIANNETTO BRAVI &#187; &#187; Esposizioni</title>
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		<title>YIMBY &#8211; Yes in My Back Yard, Il Chiostro arte contemporanea, Saronno</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 12:19:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[YIMBY – “Yes in My Back Yard” ovvero “Sì nel mio cortile”, è questo il titolo scelto dalla galleria il chiostro per la mostra d’estate. Rovesciando al positivo il significato di uno progetti ospitati in questa occasione, la galleria accoglie nei suoi spazi tre situazioni molto forti per tematiche e allestimenti. Si tratta appunto dell’installazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">YIMBY – “Yes in My Back Yard” ovvero “Sì nel mio cortile”, è questo il titolo scelto dalla galleria il chiostro per la mostra d’estate. Rovesciando al positivo il significato di uno progetti ospitati in questa occasione, la galleria accoglie nei suoi spazi tre situazioni molto forti per tematiche e allestimenti. Si tratta appunto dell’installazione con video NIMBY del duo Iaia Filiberti e Debora Hirsch, dell’invasione di disegni di Marco Di Giovanni, che presenta L’Infinito Commestibile, progetto anch’esso accompagnato da un video, e quindi della sala di Giannetto Bravi, coperta interamente dalla sua Quadreria d’Arte.</p>
<p style="text-align: justify;">LA QUADRERIA D’ARTE di Giannetto Bravi<br />
La Quadreria d’arte è un lavoro composto da migliaia di pezzi, ognuno dei quali dedicato alla riproduzione in cartolina di opere di grandi del passato. L’operazione di Giannetto Bravi è consistita in un rigoroso e imperterrito catalogare le opere conservate nei musei da lui visitati in vita. Si tratta di una raccolta famelica di cartoline illustrate e acquisite nei bookshop: Bravi le cerca, le sceglie, le acquista, le cataloga, le numera, le ordina, le compone, le incornicia e infine le mostra, le dona di nuovo alla vista dell’amatore d’arte, ma solo dopo averle manipolate concettualmente, perché Bravi si tuffa nel mare della globalizzazione, dichiarando il “c’ero anch’io” che oggi alimenta i selfie nei musei. La Quadreria è un manifesto visivo, sebbene quello che Bravi ricrei è, in realtà, un luogo virtuale, dove tutte le opere hanno perso la grandezza, la loro aura originaria, per essere democraticamente date in pasto al grande pubblico. L’artista si proclama custode della “quadreria” come vigilante del MUSEO DEI MUSEI, ma è in verità un perfetto interprete di come l’arte sia oggi riadattata al nuovo sistema di fruizione e di valorizzazione. Giannetto Bravi è il più contemporaneo dei contemporanei, grazie al suo impossessarsi dell’arte di tutti i tempi: Egli va in un certo senso Oltre, per poi tornare al punto di partenza e ritrovare l’autentico valore dell’arte.</p>
<p>Mostra YIMBY &#8211; Yes in My Back Yard<br />
Luogo: Il Chiostro arte contemporanea, Saronno, viale Santuario 11<br />
Inaugurazione: sabato 23 maggio ore 18<br />
Periodo Mostra: in corso fino 12 settembre 2015<br />
Orario: da martedì a venerdì 10/12.30 – 16/18.30 | Sabato e domenica 10/12.00 e pomeriggio su appuntamento. Chiusura per ferie dal 12 luglio fino al 30 agosto, con possibilità di apertura su appuntamento<br />
Info: www.ilchiostroarte.it &#8211; info@ilchiostroarte.it &#8211; telefono +39 02 9622717</p>
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		<title>“Quadreria d&#8217;Arte. 150 Ritratti-Autoritratti”, ex Chiesa di San Pietro in Atrio, Como</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 08:02:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quadreria d&#8217;Arte. 150 Ritratti-Autoritratti. Il vero soggetto della dettagliata e ossessiva operazione di Bravi e&#8217; il museo, griffato o scalcinato che sia. Il museo e&#8217; un luogo che offre imperiture e gradevoli certezze, insieme a possibilita&#8217; di escursioni cronologiche, di viaggi in un passato da smontare e rimontare attraverso le sue propaggini editoriali rappresentate dalle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-229" src="http://www.giannettobravi.it/wp-content/uploads/2015/04/1189450131b-300x210.jpg" alt="1189450131b" width="300" height="210" /><em>Quadreria d&#8217;Arte. 150 Ritratti-Autoritratti. Il vero soggetto della dettagliata e ossessiva operazione di Bravi e&#8217; il museo, griffato o scalcinato che sia. Il museo e&#8217; un luogo che offre imperiture e gradevoli certezze, insieme a possibilita&#8217; di escursioni cronologiche, di viaggi in un passato da smontare e rimontare attraverso le sue propaggini editoriali rappresentate dalle cartoline. La sua vocazione all&#8217;enciclopedismo deriva in fondo dall&#8217;ansia di ordinare, di catalogare e in questo modo fermare e possedere il tempo</em>. A cura di Roberto Borghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Museo Bravi<br />
Da ormai qualche anno il museo è la nuova frontiera dell’architettura. Edifici più o meno innovativi, fastosi ed eclatanti spuntano un po’ dovunque con lo scopo di celebrare, nell’ordine, il genio del progettista, la lungimiranza degli amministratori pubblici che ne hanno voluto la costruzione, la città o il territorio in cui sono collocati, l’arte che ospitano al loro interno. Di questi musei griffati, che sembrano fatti apposta per esibire le pregevoli rifiniture dei loro book shop e delle loro caffetterie, Giannetto Bravi ne ha visitati a decine, forse persino a centinaia, compiendo lunghe flânerie in Italia così come in parecchie nazioni d’Europa. Nei famigerati book shop, che per un minimo di orgoglio patrio continuo a voler chiamare librerie, ha fatto incetta delle cartoline con cui ha realizzato le opere in mostra: assemblaggi – piuttosto contenuti per numero di pezzi e dimensioni – di riproduzioni di opere d’arte non sempre famose e neppure belle, che tuttavia, nel loro insieme tendenzialmente fluviale e illimitato, hanno la pretesa di fornire uno spaccato suggestivo e magniloquente di svariati secoli di produzione artistica. Il fatto che, nel caso di questa mostra, tutte le cartoline rappresentino immagini di ritratti o di autoritratti è poco rilevante. Il vero soggetto dei più recenti lavori di Bravi non è infatti l’opera d’arte, né la sua riproduzione di benjaminiana memoria, e nemmeno la sua micragnosa mercificazione, ovvero la sua riduzione a gadget mal realizzati e di cattivo gusto. Il vero soggetto della dettagliata e ossessiva operazione che va sotto il nome di Quadreria d’arte è proprio lui, il museo, griffato o scalcinato che sia, purché consenta di stare al riparo dalla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere di Bravi si sono già occupate di dimensioni protette dalla logorante approssimazione e dal copioso smarrimento che caratterizzano la quotidianità: il cinema, per esempio, e soprattutto il passato sono stati i luoghi più frequentati dai suoi recenti lavori. “Il futuro&#8230; non lo conosco. Il presente&#8230; mi sfugge. Solo il passato mi offre qualche certezza” recita un esaustivo aforisma dell’artista pubblicato dalle edizioni Pulcinoelefante nel 2001. Il museo è un luogo che offre imperiture e gradevoli certezze, insieme a possibilità di escursioni cronologiche, di viaggi in un passato da smontare e rimontare attraverso le sue propaggini editoriali rappresentate dalle cartoline. Può darsi che, per approfondire ulteriormente il senso della Quadreria, sia opportuno rievocare un ben preciso contesto culturale. Bravi ha respirato il clima degli anni Settanta, in cui la riscoperta del museo come fonte di ispirazione è stata una moda diffusa e spesso letale, che ha generato mostruose deformazioni della pratica artistica come il citazionismo, l’anacronismo&#8230; Sono però convinto che la sua passione per il museo scaturisca da motivi del tutto biografici: dalla sua anima di flâneur, di instancabile turista dell’arte alla ricerca di nuovi capolavori, ma soprattutto dalla sua vocazione all’enciclopedismo, che deriva in fondo dall’ansia di ordinare, di catalogare e in questo modo fermare e possedere il tempo. La Quadreria d’arte è una sorta di museo dei musei, un museo à la carte, un museo d’asportazione. Al suo interno non sono presenti minuziosi apparati didattici, né sfavillanti soluzioni d’allestimento e nemmeno book shop o caffetterie. Il museo Bravi non è forse all’avanguardia, ma offre più di altri il vero confort che è lecito aspettarsi da un museo: protegge dalla consunzione delle mode, dà la sensazione che l’arte sia una dimensione fuori dal tempo.</p>
<p>Roberto Borghi</p>
<p>Venerdì 31 agosto 2007 alle ore 18.00 presso la ex Chiesa di San Pietro in Atrio a Como si inaugura una personale di Giannetto Bravi intitolata “Quadreria d’Arte. 150 Ritratti-Autoritratti”.</p>
<p>La mostra, a cura di Roberto Borghi, Carlo Ghielmetti e Jessica Anais Savoia, proseguirà sino al 29 settembre con i seguenti orari di apertura: tutti i giorni 15-19.30, sabato e domenica 10-12.30 e 15- 19.30, lunedì chiuso.</p>
<p></p>
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		<title>“Giannetto Bravi. Il tempo a modulo variabile”, Pinacoteca Comunale &#8220;Cesare Belossi&#8221;, Varallo Pombia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2015 07:17:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pinacoteca Comunale &#8220;Cesare Belossi&#8221; Villa Soranzo, “Giannetto Bravi. Il tempo a modulo variabile”, Varallo Pombia (Novara), 2010, a cura di Fabrizio Parachini Il tempo a modulo variabile. La mostra, a cura di Fabrizio Parachini, presenta opere corrispondenti a tre momenti precisi del percorso dell&#8217;artista, colte nella loro relazione con il fattore &#8221;tempo&#8221; inteso come primaria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-158" src="http://www.giannettobravi.it/wp-content/uploads/2015/04/giannetto-bravi-il-tempo-a-modulo-variabile-pinacoteca-comunale-cesare-belossi-varallo-pombia-00.jpg" alt="giannetto-bravi-il-tempo-a-modulo-variabile-pinacoteca-comunale-cesare-belossi-varallo-pombia-00" width="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pinacoteca Comunale &#8220;Cesare Belossi&#8221; Villa Soranzo, “Giannetto Bravi. Il tempo a modulo variabile”, Varallo Pombia (Novara), 2010, a cura di Fabrizio Parachini</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span class="Apple-style-span">Il tempo a modulo variabile. La mostra, a cura di Fabrizio Parachini, presenta opere corrispondenti a tre momenti precisi del percorso dell&#8217;artista, colte nella loro relazione con il fattore &#8221;tempo&#8221; inteso come primaria entita&#8217; generatrice e costitutrice. Dai lavori realizzati a Napoli tra il 1969 e il 1974 alle creazioni piu&#8217; recenti.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1966, anno del suo esordio sulla scena artistica nazionale, Giannetto Bravi ha realizzato e consegnato al pubblico numerose opere e operazioni che, pur nella loro varietà, si sono dimostrate espressione di una poetica lucidamente coerente e fortemente caratterizzata sia nei contenuti che nelle forme. Si può affermare con una certa sicurezza che il suo lavoro ha trovato fondamento nei modi e nei “processi” di quella “concettualità artistica” delineatasi in questi ultimi decenni, ma si è sviluppato lungo una personale direttrice che non nega recuperi di memorie immaginali dalle determinanti implicazioni affettive.<br />
La mostra vuole presentare le opere corrispondenti a tre momenti precisi del percorso di Giannetto Bravi colte nella loro relazione con il fattore “tempo” visto come loro primaria entità generatrice e costitutrice: un tempo che fluisce e si frammenta acquistando svariate forme e valenze e che può essere suo malgrado un serbatoio di immagini usate e usabili di un mondo che è già trascorso ma vivo.<br />
Saranno visibili le prime opere realizzate a Napoli tra il 1969 e il 1974 (periodo importante per l’affermarsi dell’artista), sia quelle oggettuali dai forti contenuti simbolici come le Valige Bravi Portabulloni e Portacatene sia quelle legate all’Operazione Vesuvio intrapresa in risposta a un’idea del critico francese Pierre Restany; due “Quadrerie d’Arte” a esempio dei risultati sempre transitori di un progetto iniziato nel 2002 ma in continuo divenire, fatto conoscere per la prima volta con una mostra alla Galleria Milano nel 2003 (Quadreria d’Arte Antica) e che ha avuto la sua maggiore espressione nella mostra del 2007 al Museo di Capodimonte (Museo di tutti i Musei) e, per concludere, le creazioni più recenti realizzate assemblando quegli oggetti che stanno alla base del moderno “merchandising” da museo come matite, gomme, spille, blok-notes e “gadget” vari.</p>
<p></p>
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		<title>4-18 marzo 2015 &#124; Una Quadreria con Giannetto</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2015 13:36:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diciotto artisti compagni d&#8217;arte di Giannetto Bravi presentano i loro lavori in continuità con il progetto della &#8220;quadreria&#8221; sviluppato fin dagli anni &#8217;70 dallo scomparso artista napoletano. In mostra anche le sue opere della serie &#8220;Il cinema del barbiere&#8221; degli anni &#8217;90. Artisti: Bruno Bordoli, Alberto Brambilla, Giannetto Bravi, Danilo Brutti, Francesco Cucci, Lù Demo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diciotto artisti compagni d&#8217;arte di Giannetto Bravi presentano i loro lavori in continuità con il progetto della &#8220;quadreria&#8221; sviluppato fin dagli anni &#8217;70 dallo scomparso artista napoletano. In mostra anche le sue opere della serie &#8220;Il cinema del barbiere&#8221; degli anni &#8217;90.</p>
<p style="text-align: justify;">Artisti: Bruno Bordoli, Alberto Brambilla, Giannetto Bravi, Danilo Brutti, Francesco Cucci, Lù Demo, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Gino Gini, Emily Joe, Antonella Padovese, Fabrizio Parachini, Antonella Prota Giurleo, Fabrizio Rovesti, Giovanni Rubino, Luigi Sandroni, Antonio Sormani, Fausta Squatriti</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230; una quadreria pensata per un museo immaginario, luogo virtuale di culture e identità differenti&#8230; (Cristina Rossi)</p>
<p>4-18 marzo 2015 | <b>Quintocortile </b>Viale Bligny 42, 20136 Milano | Inaugurazione mercoledì 4 marzo alle ore 18</p>
<p><strong>UNA QUADRERIA CON GIANNETTO</strong><br />
18 artisti con Giannetto Bravi</p>
<p>a cura di Donatella Airoldi, Laura Bonato, Mavi Ferrando, Antonella Prota Giurleo<br />
presentazione di Cristina Rossi</p>
<p><b>Quintocortile</b><br />
Viale Bligny 42, 20136 Milano &#8211; <a>quintocortile@tiscali.it</a><span class="s3"> </span>- <a href="https://www.facebook.com/quintocortile.arte" target="_blank">https://www.facebook.com/quintocortile.arte</a> &#8211; tel. +39 338 8007617</p>
<p>Orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19 (fino al 18 marzo)</p>
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